lunedì 14 luglio 2014

Escursione a Piano Liguori a conoscere la vera vocazione contadina dell'isola

Forse qualcuno, un giorno o l'altro, seguirà con diletto le mie orme. Così Giuseppe Orioli, famoso libraio dei primi del '900, inizia a descrivere il suo giro indipendente dell'Isola d'Ischia insieme allo scrittore e compagno Norman Douglas. Ecco, qualcuno…circa 80 anni dopo…ha avuto l'ardire di provarci e quel qualcuno … sono io con i miei bambini, in esplorazione sull'Isola, ospite per sette giorni dei nostri amici cooperatori sociali di Ischia Casa della Vela.
Questo diarietto di viaggio dell'autore Orioli, ci ha accompagnato fin dalla partenza; è un regalo di +Renate Goergen  che pensa sempre a tutto e a tutti!
Nonostante la nostra mente sia libera dai pregiudizi, in particolare quella dei bambini, sin dalle prime righe di lettura, in treno, ci sopraggiunge un dubbio, quello di non trovare mai più l'isola descritta nelle memorie del viaggiatore Orioli, l'isola pre-turistica degli anni 30, molto selvaggia e molto lontana dalle rappresentazioni convenzionali attuali.
Mi sono dovuta ricredere.
C'è una parte dell'Isola di Ischia che ci restituisce perfettamente l'atmosfera di quel tempo, sto parlando della zona di Campagnano, Piano Liguori, Scarrupata, Montevergine a sud est dell'Isola...ove anche Orioli consiglia di cercarsi una guida, poiché per trovare la strada di lì ci vorrebbe la divina ispirazione.
Noi ci siamo avventurati da soli, e per tutto il tragitto abbiamo incontrato solo una coppia di escursionisti tedeschi che risalivano dal verso opposto al nostro, questo ha conferito ancora più fascino alla nostra passeggiata.
Raggiungiamo Campagnano con l'autobus C12 da Ischia Porto…riconosco di essere giunta a Campagnano e quindi prenoto la fermata dopo aver avvistato la chiesa, dettagliatamente descritta nel diario del nostro virgilio:

con due piccoli campanili che fiancheggiano la facciata rivestita di mattoni verniciati turchini, gialli, verdi, al centro figura un dipinto rappresentante s. Antonio da Padova con Gesù Bambino inginocchiato davanti alla Madonna e più in alto un'Annunciazione. E' lei…scendiamo dall'autobus.
Seguiamo le tracce che ci suggerisce il diario di Orioli...un nobile edificio, una pista in salita sempre più disagevole mentre il panorama si fa sempre più bello…una cappelletta. Ci sono tutti i riferimenti e a confermarci che siamo sulla buona strada il solito cagnolone che ci affianca nelle nostre escursioni; ci fa strada sempre più su fino a quando non possiamo più sbagliare. 


Ora camminiamo in un canalone di tufo, il paesaggio è cambiato, attorno abbiamo solo rigogliose vigne e orti. Gli incontri che facciamo ci proiettano verso la dimensione a-temporale che troveremo a Piano Liguori. Un ragazzo porta il raccolto a valle, ha un piccolo mezzo cingolato con un cestello metallico pieno di zucchini, melanzane pomodori, mi spiega che ha coperto tutto con un telo per non perdere il raccolto…eh sì la pavimentazione è negletta come dirette il nostro autore del novecento e molto ripida. 


Mi soffermo ad osservare alcuni particolari, recinzioni, cancelli, veicoli funzionanti o abbandonati, muretti. Autocostruzione spontanea, autorecupero autentico di qualsiais piccolo oggetto: reti del letto, tubi, vasi … in questo ambiente contadino si sperimenta di più e meglio, dove ci sono più necessità e meno divieti! Mi interessa molto. E tutto è armonico con la natura.
Dopo un crocicchio la direzione da prendere è segnalata di giallo, giungiamo a Piano Liguori, gruppo isolatissimo di case…che a prima vista giudicheresti fantasma…invece sono ben abitate. 
Qui le vigne vi crescono particolarmente bene..e c'è da lavorare! Il sentiero si disperde in mezzo alle case, alle vigne agli orti…i bambini provano timidezza a violare il silenzio e la privacy di questo villaggio incantato. Le viti sono fatte crescere su pali di canna, sotto coltivano pomodori o altri ortaggi, vicino ad una vigna c'è sempre un piccolo canneto per procursi i bastoni. 
Arriviamo ad una terrazza di una casa…che in realtà è anche ristorante, ecco il mare. Siamo sopra punta San Pancrazio. Come andare avanti ce lo spiega minuziosamente la signora del ristorante, gentilissima, sorridente, saremmo voluti rimanere a pranzo da lei..ma era ancora presto e noi volevamo raggiungere Molara, per riprendere l'autobus. 
Adesso ci attendeva il confronto con un bel precipizio…un sentiero a strapiombo sul mare con vista sulla collina della Scarrupata, appena sotto la cima del monte di Vezzi, una grande soddisfazione per il panorama e un grande sollievo quando la strada si allarga, si fa meno pericolosa e si giunge a Schiappone nei pressi del santuario di Montevergine, metà di pellegrinaggi. 



Mancano poche altre centinaia di metri per sbucare sulla strada principale difronte alla fermata dell'autobus. In silenzio, aspettiamo un autobus che ci porterà alla mondana spiaggia dei Maronti. La presenza dei molti turisti non ci disturba…togliamo gli scarponi e gli zaini e ci concediamo un bagno rilassante nell'acqua turchese di Maronti…fuori di noi schiamazzi e grida, dentro di noi solo il silenzio e la meraviglia per la straordinaria ricchezza paesaggistico-ambientale dell'isola, molto più contadina che marinara!
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